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La grafia di Matteo Renzi



Renzi_dimaio

Il testo in esame è un biglietto scambiato tra Renzi e Di Maio che riporta appunto la grafia del premier.

La prima parte è trascritta prevalentemente in stampatello, la seconda in un corsivo piuttosto personalizzato. L’esigenza di trasmettere le proprie idee con chiarezza è suggerita dall’impiego dello stampatello in primis, che viene poi sostituito dal corsivo quale canale di interscambio basato su una maggiore immediatezza e fluidità.

Lo scrivente si muove nello spazio del foglio con sicurezza, spigliatezza e determinazione. Buona l’alternanza tra ‘bianchi’ e ‘neri’ che suggerisce un buon equilibrio fra l’approccio mentale e quello pratico rispetto alle situazioni. Emerge una figura con un’ottima percezione di sé, estroversa e incline alle relazioni, capace di carpire la fiducia altrui mediante spiccate doti comunicative e spontaneità. Negli ovali delle lettere ‘ad occhiello’ non si rilevano segnate angolosità che, tuttavia, sono presenti qua e là all’interno di un tracciato privo di esitazioni e nettamente ascendente. Renzi, pertanto, manifesta capacità diplomatiche unite ad un’ambizione ed un ottimismo che gli forniscono una carica energetica piuttosto significativa. Le circostanze della vita vengono affrontate di petto e senza il timore di non riuscire attraverso pragmatismo, forza e resistenza. I tagli delle ‘t’ sopraelevati, le p con il riccio dell’indipendenza, le ‘s’ incombenti ad inizio parola sono segnali di una certa veemenza verbale tipica di chi tende a volersi imporre mal tollerando le imposizioni di pensiero ed azione altrui.

La firma ricalca il resto del testo ed è fortemente legata e semplificata ad evidenziare una capacità di prendere decisioni con rapidità per raggiungere subito i propri obiettivi.


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