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I pizzini dei politici

I pizzini dei politici

 BERLUSCONI

Il biglietto di Berlusconi ci fornisce indicazioni utili sul suo stato emotivo al momento della stesura. Oltre al noto contenuto, in cui possiamo cogliere una scelta lessicale “con suggestioni negative” come nelle parole “traditori, prenda, rassegni, ribaltone, dimissioni”, con l’analisi grafologica e dei segni riusciamo a carpire altri stati non dichiarati e inconsci.
Partendo dai segni, se giriamo il foglio rotandolo a sinistra, dove ci sono i numeri 308 incorniciato e -8 cerchiato, è ben visibile un omino con un’espressione decisamente basita nella zona della testa ( mentale) e incavolato e rabbioso nella sua zona del busto (corporea).
Per quanto riguarda la grafia notoriamente molto fluida e dinamica, troviamo alcune sottolineature che esprimono il bisogno di Berlusconi di soffermarsi sui fatti con energia. In alcuni passaggi, soprattutto verso la fine dove troviamo le parole “rassegni le dimissioni” prende la direzione discendente sintomo di demoralizzazione e calo energetico ed inoltre appare stiracchiata e acuminata nelle lettere s e b come se fosse in corso una tachicardia.
Lo scritto evidenzia dunque lo star male di fronte ad una situazione non prevista che il protagonista politico vive in solitudine, dall’interno e con sofferenza.

 

ENRICO LETTA
La grafia di Enrico Letta è ascendente sul foglio verso destra segno della capacità e voglia di superare gli ostacoli che si trovano nella normale attività di un politico e che come qualità rafforzano il suo ruolo in questa difficile fase di passaggio.


La buona distanza tra le righe è indice di riservatezza e attenzione alla privacy che viene sottolineata anche a parole con l’espressione riservatamente che troviamo verso fine lettera.
Buona la distanza tra le parole che ci conferma le doti di critica e di ragionamento raffinato rafforzate da una grafia staccata che permette l’analisi delle situazioni nella loro oggettività.
Per giocare con i simboli, vediamo all’inizio dello scritto indirizzato al nuovo Presidente del Consiglio, la parola Mario che sembra esprimerci il concetto di PARI. Infatti la lettera iniziale invece che una M sembra una P ( alfabeto greco e cirillico). Enrico sente forse una vicinanza paritaria a Mario? Ci sono rapporti al di fuori della sfera politica che confermano questa ipotesi? Secondo noi si, e ne abbiamo un’ ulteriore riprova analizzando la firma in cui Enrico diventa addirittura AMICO di MARIO.
Per concludere troviamo sparse nel foglio anche delle FORBICI chiuse nelle parole QUANDO e QUESTIONE. Sono forse state già tagliate delle cose? C’è un taglio col passato? Starà ai fatti dimostrarlo!

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